Per chi non ama fare il cinema ma guardarlo, per chi piange in sala e ride in salotto, per chi vorrebbe tanto capire Kubrick ma non ci riesce. Dall'idea di due ignoranti di cinema, privi di pregiudizi di genere, ironici e dinamici, affiancati da fidi collaboratori, un blog per tutti i gusti di ogni cinefilo medio di questa terra.
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sabato 27 giugno 2009

Nella mente del serial killer - Gregory Hoblit

Anno 2004, Hoblit porta sul grande schermo una rappresentazione non certo positivista di quella giungla chiamata Internet.... viene rappresentata la totale degenerazione di curiosità e vuoyerismo, l'assistere alla morte in diretta on-line, con un semplice click.
Protagonista una splendida Diane Lane nei panni di un agente della sezione Cyber Crimine dell'FBI, che tra riflessioni sociologiche e indagini fa di tutto per salvare la prossima vittima...

Il film non ha fatto storia ma è senza dubbio un interessante thriller che offre numerosi spunti di riflessioni sullo status attuale della Rete e di come viene percepita superficialmente da gran parte degli utenti che ne fanno uso. Persino la morte e la tortura diventano spettacoli globali e la maggiore preoccupazione è dove poter scaricare il video appena visto, senza rispetto per il dolore o per la Vita.



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venerdì 27 marzo 2009

Vincere insieme - Paul Michael Glaser

Vincere insieme, un film del 1992 o meglio, un normale film del 1992… peccato che la normalità al giorno d’oggi sia enormemente sottovalutata.

E’ fondamentalmente una commedia d’amore ma sullo sfondo non troviamo una malinconica New York tutta natalizia bensì una fredda e dura pista da pattinaggio. I protagonisti di questa storia sono due personaggi determinati, due caratteri forti destinati a comprendersi e rispettarsi proprio in nome della risolutezza che li accomuna.
Doug (Daniel Bernard Sweeney) è un ex giocatore di hockey che a causa di un incidente ha dovuto rinunciare alla carriera sportiva, ma il destino gli concede una seconda possibilità a fianco di Kate (Moira Kelly), pattinatrice artistica professionista che potremmo definire quanto meno “intrattabile”. Il duro allenamento, l’affetto e la determinazione li porterà ad ottenere ciò che hanno capito di desiderare più di ogni altra cosa.

Il film, diretto da Paul Michael Glaser non è famoso, in Italia è stato distribuito solo in VHS e in tv… recentemente http://giotto.ibs.it/cop/copmjc.asp?e=4005939661724&q=680&f=Brimasterizzato in DVD. Le musiche che accompagnano la storia e in particolare le bellissime scene di pattinaggio sono state scritte dal compositore Patrick Williams, mentre la canzone principale Feels like Forever da Diane Warren insieme a Bryan Adams e interpretata da Joe Cocker.
A mio parere è un film molto bello, certo è semplice sia nella trama che nella regia, ma è anche una bellissima storia, non d’amore (perché quello arriva alla fine) quanto di stima reciproca e rispetto tra due atleti. Il duro lavoro in “squadra”, l’impegno mentale, il cameratismo vengono raccontati con naturalezza ma in modo estremamente efficace, rendendo giustizia agli aspetti più formativi dell’antagonismo sportivo.


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venerdì 13 marzo 2009

Certamente forse - Adam Brooks

Conoscete un genere che sappia descrivere il romanticismo, l'affetto, le aspettative e desideri dell'uomo meglio della commedia americana.... no? Bene... allora Certamente forse è assolutamente una commedia americana... delicata, ironica e fatalista.

Uscito nel 2008 il film in Italia è arrivato in sordina, e tale è rimasto, probabilmente per questioni di distribuzione visto che nel nostro mercato commedie romantiche o musicali godono di solito di una fredda accoglienza.
Il film è diretto da Adam Brooks, sceneggiatore di French Kiss (questo ci da un'idea del tipo di commedia) e tenta di raccontare l'Amore tra amicizia e vita con l'intreccio di tre diversi legami duraturi negli anni, con alti e bassi ma con una costante... il nostro simpatico protagonista, Will. Tutto nasce con una semplice domanda di sua figlia (bambina emancipata del nuovo millennio interpretata da Abigail Breslin) all'indomani dell'arrivo dei documenti del divorzio "Papà? Te e mamma come vi siete innamorati?", mai domanda poteva avere una risposta più articolata... che ovviamente non rivelerò.

Ryan Reynolds nel ruolo di Will è simpatico e verosimile, circondato da belle attrici lo vediamo finalmente in panni diversi dal solito e meno fisicati (vedi Blade Trinity, Amityville Horror) al fianco di nomi che cominciano ad essere noti come Rachel Weisz (La Mummia, La giuria, L'albero della vita) e Isla Fisher (I love Shopping), entrambe affascinanti co-protagoniste.
Certo è una commedia semplice senza tante pretese, non farà scuola, anzi semmai è alunna di grandi come Nora Ephron e Garry Marshall ma è ben fatta e convincente... una piacevole sorpresa quindi, cosa da non sottovalutare.
In conclusione, un film da vedere? Certamente forse?... No! Certamente Sì!



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domenica 1 febbraio 2009

Breakfast Club - 1985

Pochi conoscono questo film, soprattuto se da piccoli non hanno vissuta nella scia del cinema americano degli anni 80' e primissimi '90. Un film generazionale, adolescenziale, diciamo che ebbe lo stesso effetto che oggi può avere da noi un film come Notte prima degli esami. Fu un trampolino di lancio per due future star ovvero Molly Ringwald (attrice simbolo di quella generazione) ed Emilio Estevez che si sono poi affermati nel panorama del cinema hollywodiano.

Scritto e diretto John Hughes, racconta di un sabato in cui 5 ragazzi per punizione sono costretti a stare rinchiusi nella biblioteca del proprio liceo sotto la sorveglianza del Preside che assegna loro un tema ("Chi sono io?"). Appartengono a 5 microcosmi scolastici molto diversi, in perenne guerra tra loro, troviamo, infatti, "lo sportivo", "la ragazza sempre in tiro", "il secchione", "il teppista" e così via... ma in un giorno così lungo, lento e noioso riusciranno a far comunicare quei mondi così diversi dando vita al Breakfast Club.
Fu forse il punto più alto del cinema adolescenziale anni '80, quello di cui il Brat Pack, è stato simbolo; il film descrive con attenzione i sogni e le paure dei teen-ager della generazione X, ed è per questo che fin dall'anno della sua uscita entra lentamente nell'immaginario collettivo dei giovani di quell'epoca.

Da noi è abbastanza conosciuto ma non ha lasciato quell'impronta che invece fu profonda nei giovani statunitensi, un'impronta tanto evidente che ancora oggi il film viene spesso citato in varie serie televisive come ad esempio Dawson'c Creek ma anche One Tree Hill, 'Scrubs, Futurama o I Griffin.
La trama è semplice, i personaggi stereotipati eppure è un film che nella sua semplicità riesce sempre a lasciare qualcosa.

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mercoledì 28 gennaio 2009

Nata Ieri - Luis Mandoki

Questa brillante commedia, datata 1993, è un remake dell'omonimo film di George Cukor, tratto dal fortunato "Born Yesterday" di Garson Kanin che nel 1946 divertì Broadway, raccontandoci come una ballerina mozzafiato, svampita e un po' ignorante, affidata alle cure di un affascinante giornalista, riesca a tirar fuori il cervello ed incastrare il suo amante, un rozzo e corrotto uomo d'affari. Nel ruolo di Billie, una favolosa Melanie Griffith che nella parte della donna bella e senza cervello è strepitosa. Le sue battute fuori luogo ai ricevimenti, le imbarazzanti dichiarazioni alla radio sul suo compagno più noto e i divertenti tentativi di sostenere una conversazione d'attualità sono esilaranti. L'unica cosa in cui batte tutti è il gin rummy, la scena della partita a carte tra lei e Harry (John Goodman) è tutta da ridere. L'attraente giornalista, assodato da Harry per occuparsi dell'educazione di Billie, è Paul, interpretato da un Don Johnson forse scialbo e di poco spessore,ma comunque determinato a fare della bella bionda una vera donna oltre che una bambola sexy. Tra letture di giornali, discussioni di letteratura e giochi in codice, tra i due nasce l'amore. Nonostante nessuno noti i suoi progressi, Billie, invece, prende in mano la sua vita e in un colpo solo manda a monte lo sporco affare del suo amante e trova l'amore, prendendosi una rivincita su tutti. Il ritmo della storia è buono, i momenti comici non mancano, forse la regia è un po' scarsa ma gli attori fanno il grosso e soprattutto Melanie conquista la scena con gran disinvoltura. Dovete vederla senza alcuna pretesa, è un commedia leggera, di buoni sentimenti condita con un po' d'ironia. Non avendo visto l'originale, non posso dire se regga il confronto o meno; però tra le commedie della prima metà degli anni 90, accanto a "Gost", "Insonnia d'amore" e "French Kiss" non potete dimenticarla. Buona visione.


-Sa… il fatto di essere stupida non è che mi pesi tanto… ho tutto quello che voglio, ho tantissimi gioielli pesanti come piacciono a me, la pelliccia di visone, una tv che entra nella borsetta, se voglio qualcosa devo solo chiederla e se lui non mi desse quello che voglio io, io non gli darei quello che vuole lui, non so se mi spiego…
-Pensa che questa vita sia il massimo?
-Beh dato che so come ottenere quello che voglio non voglio altro!
-Mi sembra giusto… a condizione che lei sappia davvero quello che vuole!
-Certo… ehm… cosa?

-Però Paul, prima lì dentro c’è stato un momento, mentre io dicevo quelle frasi e tutti stavano zitti e mi ascoltavano, come se fossi consapevole di quello che dicevo… ho provato una contentezza… mi hai insegnato quei trucchi perché sai che comunque io non ce la farei?
-Oh Dio Billie no.. io credo che tu non volessi impegnarti seriamente.. .
-Anch’io sono sorpresa lo ammetto, ma mi sono ricordata una frase che mi diceva mio padre quando ero bambina “senza cultura sarai sempre l’ultima ruota del carro” e io non voglio essere l’ultima, aspetta.. non voglio nemmeno essere la prima, voglio dire… non voglio essere più di quello che sono, ma non voglio neanche essere meno, ecco…
-Eh… ho paura che ormai per te sia troppo tardi… tu vali molto di più di quello che pensi.


-Se innamorato pazzo di me non è così?
-Sì…
-E’ per questo che ce l’hai tanto con Harry?
-No, io non ce l’ho con Harry, non sopporto il suo modo di vivere, quello che fa, quello per cui si batte, Harry non sa fare di meglio, non ha mai pensato ad altro che a se stesso in tutta la sua vita
-Chi non lo fa?!
-Santo Dio Billie milioni di persone, la storia dell’umanità non è che questo, una lotta che si perpetua tra egoisti e altruisti…
-E io da che parte starei?
-Onestamente non lo so…
-Mi credi ancora il tipo di donna giusta per stare accanto ad Harry?
-Stai ancora con lui o sbaglio? Billie, avanti dai.. sei tu che mi hai detto che tutto quello che vuoi è un visone e una tv che entra nella borsetta…
-Sì, ma per cambiare mi sono buttata sui libri.. ma non vedo la differenza…
-Non ti vedi diversa adesso?
-Io sì, ma tu no… tu mi vedi ancora com’ero prima Paul… e in questo non sei affatto diverso da Harry!
-Come fai a dire una cosa del genere?
-Lui mi vede ancora come una bambola di Las Vegas e lo stesso tu… Come mai non sto più bene da nessuno parte Paul, spiegami perché non mi soddisfano più le cose che mi desideravo fino a ieri… una cosa invece voglio spiegarla io… ne sapevo poco di libri, di cultura, di etica e di arte, ma ora so che ti guidano fino ad un certo punto e che da quel punto devi contare solo su quello che senti non su quello che sai e ho capito un’altra cosa… c’è un momento in cui, fra un uomo e una donna, può nascere qualcosa, e se non nasce allora è destino che non nasca…
-Forse non è ancora arrivato il nostro momento…
-No è arrivato.. ma hai perso il treno Paul…

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