Per chi non ama fare il cinema ma guardarlo, per chi piange in sala e ride in salotto, per chi vorrebbe tanto capire Kubrick ma non ci riesce. Dall'idea di due ignoranti di cinema, privi di pregiudizi di genere, ironici e dinamici, affiancati da fidi collaboratori, un blog per tutti i gusti di ogni cinefilo medio di questa terra.
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giovedì 9 aprile 2009

Kill Bill vol.2 - Superman


Superman-JimLee“(…) Dunque, l'elemento fondamentale della filosofia dei supereroi è che abbiamo un supereroe e un suo alter-ego: Batman è di fatto Bruce Waine, l'Uomo Ragno è di fatto Peter Parker.
Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker, deve mettersi un costume per diventare l'Uomo Ragno. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l'unico nel suo genere: Superman non diventa Superman, lui è nato Superman, quando Superman si sveglia al mattino è Superman, il suo alter-ego è Clark Kent!

Quella tuta con la grande "S" rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono, sono quelli i suoi vestiti; quello che indossa come Kent, gli occhiali, l'abito da lavoro, quello è il suo costume, è il costume che Superman indossa per mimetizzarsi tra noi.
Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede; e quali sono le caratteristiche di Clark Kent?! È debole, non crede in sé stesso ed è un vigliacco.
Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana!”

Bill da Kill Bill vol. 2
 

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domenica 1 febbraio 2009

Perchè cadiamo Bruce? Per imparare a rimetterci in piedi....

-Se ti tramuti in qualcosa di più di un semplice uomo, se consacri te stesso a un ideale, e se nessuno riesce a fermarti, allora diventerai tutta un’altra cosa.
-Che cosa?
-Una leggenda, signor Wayne.

-Ti senti ancora responsabile della morte di tuo padre?
-La mia rabbia supera il rimorso...
-Vieni...
-Hai imparato a seppellire il rimorso sotto la collera? Ti insegnerò ad affrontarlo e ad accettare la verità. Sai combattere contro sei uomini, noi ti insegneremo a fronteggiarne seicento. Tu sai come sparire? Noi ti insegneremo come si fa a diventare invisibile.
-Invisibile?
-Il ninja sa che l’invisibilità è una questione di pazienza e di agilità. Studia sempre il terreno di scontro. Il ninjutsu prevede l’uso di polveri esplosive...
-Come armi?
-E come diversivo... la teatralità e l’inganno sono strumenti potenti. Devi diventare più che un uomo agli occhi del tuo avversario.



L’addestramento è niente, la volontà è tutto.



-Tu sei più forte di tuo padre...
-Non hai conosciuto mio padre...
-Ma conosco l’ira che ti spinge, irrefrenabile, strangola il dolore al punto che la memoria dei tuoi cari non è che veleno nelle tue vene, finchè un giorno desideri che quelle persone tanto amate non siano mai esistite, per poter smettere di soffrire…


-Quando vivevi tra i criminali avevi pietà di loro?
-La prima volta che ho rubato per non morire di fame sì, ho perso molta della supponenza legata al semplicistico concetto di giusto o sbagliato e viaggiando ho imparato a conoscere la paura prima di un colpo, il brivido del successo, ma non sono mai diventato uno di loro.

-Hai girato il mondo per conoscere la mentalità criminale e vincere le tue paure, ma un criminale non è complicato e quello che veramente temi è dentro di te. Tu temi il tuo stesso potere, la tua collera, l’impulso di fare cose grandi o terribili, ma ora devi viaggiare dentro di te. Sei pronto? Respira. Respira. Respira le tue angosce. Affrontale. Per vincere la paura devi diventare paura. Devi bearti delle paure degli altri. E gli uomini temono soprattutto quello che non vedono. Devi diventare un pensiero orribile. Uno spettro. Diventare un’idea. Senti come il terrore annebbia i tuoi sensi. Apprezza il suo potere di distorcerli. E di tenerli a freno. E convinciti che questo potere può essere tuo. Abbraccia la tua peggiore paura. Diventa una cosa sola con l’oscurità. Focalizza, concentrati, domina i sensi!


-Servono eventi drammatici per scuotere la gente dall’apatia, ma io non posso farlo come Bruce Wayne, come uomo di carne e ossa mi possono ignorare o scacciare, ma come simbolo potrei essere incorruttibile, potrei essere immortale...
-Quale simbolo?
-Qualcosa di elementare e insieme di terrificante…
-Perché i pipistrelli signor Wayne?
-Perché mi fanno paura…




Sai perché cadiamo Bruce? Per imparare a rimetterci in piedi.




-Rachel… tutto questo… non c’entra con me, è.. io dentro ho qualcosa… qualcosa di più…
-Bruce… si forse dentro di te sei rimasto lo stesso ragazzo di una volta, ma non è tanto chi sei quanto quello che fai che ti qualifica.


-Quando eri in carcere eri allo sbando, ma io ho creduto in te, ho scacciato le tue paure, ti ho indicato la giusta via, eri il mio allievo migliore, dovresti essere qui al mio fianco a salvare il mondo!
-Mi schiererò al mio posto che è fra te e la gente di Gotham.
-Nessuno può salvare Gotham. Quando una foresta decade un incendio purificatore è inevitabile e naturale. Domani il mondo osserverà inorridito la sua più grande città autodistruggersi. Il moto verso l’armonia sarà inarrestabile questa volta. […] Stavolta nessun incauto idealista ci ostacolerà, come tuo padre anche tu non hai il coraggio di fare quanto si rende necessario, se qualcuno ostacola il cammino della vera giustizia bisogna scivolargli dietro le spalle e pugnalarlo al cuore!

-… sai non ho mai smesso di pensare a te, a noi, e quando ho saputo che eri tornato ho iniziato a sperare… ma poi ho scoperto che portavi una maschera...
-Batman è solo un simbolo, Rachael!
-No.. questa.. questa è la tua maschera, il tuo volto adesso è quello che tutti i criminali temono, l’uomo che amavo, l’uomo che era scomparso, non è mai più tornato… ma forse è ancora lì da qualche parte.. e forse un giorno quando Gotham non avrà più bisogno di Batman lo rivedrò…

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Il Signore degli Anelli - Prologo


Il mondo è cambiato... Lo sento nell'acqua... lo sento nella terra, lo avverto nell'aria...
Molto di ciò che era si é perduto, perché ora non vive nessuno che lo ricorda...


Tutto ebbe inizio con la forgiatura dei grandi Anelli, tre furono dati agli elfi, gli esseri immortali più saggi e leali di tutti, sette ai re dei nani, grandi minatori e costruttori di città nelle montagne, e nove, nove Anelli furono dati alla razza degli uomini, che più di qualunque cosa desiderano il potere... perchè in qusti anelli erano sigillati la forza e la volontà di governare tutte le razze. Ma tutti loro furono ingannati, perché venne creato un altro anello... Nella terra di Mordor, tra le fiamme del Monte Fato, Sauron, l'Oscuro Signore, forgiò in segreto un Anello sovrano, per controllare tutti gli altri.
E in quest'anello riversò la sua crudeltà, la sua malvagità e la sua volontà di dominare ogni forma di vità.

Un'Anello per dormarli tutti!

Uno a uno i paesi liberi della Terra di Mezzo caddero sotto il potere dell'Anello. Ma alcuni opposero resistenza, un'ultima alleanza di Uomini ed Elfi, marciò contro le armate di Mordor e sui pendii del Monte Fato combattè per la libertà della Terra di Mezzo.
La vittoria era vicina; ma il potere dell'Anello non poteva essere sopraffatto.
Fu in quel momento, quando ogni speranza era svanita che Isildur, figlio del re, afferrò la spada di suo padre; Sauron, il nemico dei popoli liberi della Terra di Mezzo venne sconfitto.

L'Anello passò a Isildur, che ebbe quuest'unica possiblità di distruggere il male per sempre.
Ma il cuore degli Uomini si corrompe facilmente, e l'Anello del potere ha una volontà sua.
Esso condusse Isildur alla morte, e alcune cose che non avrebbero dovute essere dimenticate, andarono perdute.

La storia divenne leggenda, e la leggenda divenne mito e per 2500 anni dell'Anello si perse ogni conoscenza, finchè quando si presentò l'occasione, esso irretì un nuovo portatore.

L'Anello pervenne alla creatura Gollum, che lo portò nei profondi cuniculi delle Montagne Nebbiose, e lì, l'Anello lo consumò. L'Anello diede a Gollum un 'innaturale lunga vita , per 500 anni avvelenò la sua mente e nell'oscurità della caverna di Gollum attese... Le tenebre strisciarono di nuovo nella forsesta del mondo, correvano voci di un'ombra a est, sossurri di una paura senza nome e l'Anello del potere percepì che era giunto il suo momento,; bandonò Gollum, ma accade qualcosa che l'Anello non aveva previsto, fu raccolto dalla creatura più improbabile che ci fosse... un Hobbit: Bilbo Baggins della Contea.

Perchè presto arriverà il momento, in cui gli Hobbit plasmeranno la fortuna di tutti.



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Lui sì che capisce le donne...

Il 60% di tutte le comunicazioni umane è non verbale. Il 30% è nel tono. Vale a dire che il 90% di quello che si comunica... non esce dalla nostra bocca.


Il numero di respiri che fate in vita vostra è irrilevante, quello che conta sono i momenti che il respiro ve lo tolgono.

Non importa cosa, non importa quando, non importa chi. Ogni uomo ha l’occasione di fare il principe azzurro e rapire una donna. Gli serve solo il cavallo giusto

Lei sa che vuol dire alzarsi ogni mattina sentendosi disperati, pensado che il tuo amore si sta svegliando con l’uomo sbagliato, ma allo stesso tempo, sperando che lei trovi la felicità, anche se non la troverà con te..?

Mai cedere, rubare, ingannare o bere… ma se devi cedere fallo fra le braccia della persona che ami; se devi rubare ruba il tempo che vuoi per te; se devi ingannare, inganna la morte… e se devi bere inebriati dei momenti che ti tolgono il respiro.

Le persone fanno così. Saltano, sperando che Dio li faccia volare. Perchè altrimenti cadiamo giù come sassi e, mentre precipitiamo, ci chiediamo: ma perchè diavolo sono saltato giù? Ma eccomi qua, Sara, precipito, e c’è una sola persona che mi fa sentire in grado di volare: e sei tu.

Comincia la giornata come se avesse uno scopo.

Sara, io sono un uomo. Da quando in qua noi ci azzecchiamo alla prima?




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mercoledì 28 gennaio 2009

Nata Ieri - Luis Mandoki

Questa brillante commedia, datata 1993, è un remake dell'omonimo film di George Cukor, tratto dal fortunato "Born Yesterday" di Garson Kanin che nel 1946 divertì Broadway, raccontandoci come una ballerina mozzafiato, svampita e un po' ignorante, affidata alle cure di un affascinante giornalista, riesca a tirar fuori il cervello ed incastrare il suo amante, un rozzo e corrotto uomo d'affari. Nel ruolo di Billie, una favolosa Melanie Griffith che nella parte della donna bella e senza cervello è strepitosa. Le sue battute fuori luogo ai ricevimenti, le imbarazzanti dichiarazioni alla radio sul suo compagno più noto e i divertenti tentativi di sostenere una conversazione d'attualità sono esilaranti. L'unica cosa in cui batte tutti è il gin rummy, la scena della partita a carte tra lei e Harry (John Goodman) è tutta da ridere. L'attraente giornalista, assodato da Harry per occuparsi dell'educazione di Billie, è Paul, interpretato da un Don Johnson forse scialbo e di poco spessore,ma comunque determinato a fare della bella bionda una vera donna oltre che una bambola sexy. Tra letture di giornali, discussioni di letteratura e giochi in codice, tra i due nasce l'amore. Nonostante nessuno noti i suoi progressi, Billie, invece, prende in mano la sua vita e in un colpo solo manda a monte lo sporco affare del suo amante e trova l'amore, prendendosi una rivincita su tutti. Il ritmo della storia è buono, i momenti comici non mancano, forse la regia è un po' scarsa ma gli attori fanno il grosso e soprattutto Melanie conquista la scena con gran disinvoltura. Dovete vederla senza alcuna pretesa, è un commedia leggera, di buoni sentimenti condita con un po' d'ironia. Non avendo visto l'originale, non posso dire se regga il confronto o meno; però tra le commedie della prima metà degli anni 90, accanto a "Gost", "Insonnia d'amore" e "French Kiss" non potete dimenticarla. Buona visione.


-Sa… il fatto di essere stupida non è che mi pesi tanto… ho tutto quello che voglio, ho tantissimi gioielli pesanti come piacciono a me, la pelliccia di visone, una tv che entra nella borsetta, se voglio qualcosa devo solo chiederla e se lui non mi desse quello che voglio io, io non gli darei quello che vuole lui, non so se mi spiego…
-Pensa che questa vita sia il massimo?
-Beh dato che so come ottenere quello che voglio non voglio altro!
-Mi sembra giusto… a condizione che lei sappia davvero quello che vuole!
-Certo… ehm… cosa?

-Però Paul, prima lì dentro c’è stato un momento, mentre io dicevo quelle frasi e tutti stavano zitti e mi ascoltavano, come se fossi consapevole di quello che dicevo… ho provato una contentezza… mi hai insegnato quei trucchi perché sai che comunque io non ce la farei?
-Oh Dio Billie no.. io credo che tu non volessi impegnarti seriamente.. .
-Anch’io sono sorpresa lo ammetto, ma mi sono ricordata una frase che mi diceva mio padre quando ero bambina “senza cultura sarai sempre l’ultima ruota del carro” e io non voglio essere l’ultima, aspetta.. non voglio nemmeno essere la prima, voglio dire… non voglio essere più di quello che sono, ma non voglio neanche essere meno, ecco…
-Eh… ho paura che ormai per te sia troppo tardi… tu vali molto di più di quello che pensi.


-Se innamorato pazzo di me non è così?
-Sì…
-E’ per questo che ce l’hai tanto con Harry?
-No, io non ce l’ho con Harry, non sopporto il suo modo di vivere, quello che fa, quello per cui si batte, Harry non sa fare di meglio, non ha mai pensato ad altro che a se stesso in tutta la sua vita
-Chi non lo fa?!
-Santo Dio Billie milioni di persone, la storia dell’umanità non è che questo, una lotta che si perpetua tra egoisti e altruisti…
-E io da che parte starei?
-Onestamente non lo so…
-Mi credi ancora il tipo di donna giusta per stare accanto ad Harry?
-Stai ancora con lui o sbaglio? Billie, avanti dai.. sei tu che mi hai detto che tutto quello che vuoi è un visone e una tv che entra nella borsetta…
-Sì, ma per cambiare mi sono buttata sui libri.. ma non vedo la differenza…
-Non ti vedi diversa adesso?
-Io sì, ma tu no… tu mi vedi ancora com’ero prima Paul… e in questo non sei affatto diverso da Harry!
-Come fai a dire una cosa del genere?
-Lui mi vede ancora come una bambola di Las Vegas e lo stesso tu… Come mai non sto più bene da nessuno parte Paul, spiegami perché non mi soddisfano più le cose che mi desideravo fino a ieri… una cosa invece voglio spiegarla io… ne sapevo poco di libri, di cultura, di etica e di arte, ma ora so che ti guidano fino ad un certo punto e che da quel punto devi contare solo su quello che senti non su quello che sai e ho capito un’altra cosa… c’è un momento in cui, fra un uomo e una donna, può nascere qualcosa, e se non nasce allora è destino che non nasca…
-Forse non è ancora arrivato il nostro momento…
-No è arrivato.. ma hai perso il treno Paul…

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martedì 27 gennaio 2009

Ci vediamo a Montauk...

Pensieri sparsi per il giorno di S.Valentino 2004. Oggi è una festa inventata dai fabbricanti di cartoline di auguri per far sentire di merda le persone. Non sono andato a lavoro oggi, ho preso un treno per Montauk, non so perché, non sono un tipo impulsivo, forse mi sono solo svegliato un po’ depresso. Devo far riparare la macchina. Che schifo di freddo su questa spiaggia. Montauk a febbraio, geniale Joel! Pagine strappate... non mi ricordo d’averlo fatto. Sembra la prima cosa che ci scrivo sopra da due anni. La sabbia è sopravvalutata, sono solo sassi minuscoli. Se riuscissi a incontrare qualcun’altra... le probabilità che questo succeda sono sempre di meno visto che non sono capace di stabilire un contatto visivo con una donna che non conosco. Forse dovrei tornare con Naomi, lei era carina. Era bello che fosse carina. Lei mi amava…



-Tu non mi dici mai niente Joel! Io per te sono un libro aperto. Ti dico qualunque cosa, anche la più imbarazzante... io te la dico. Tu non ti fidi di me.
-Parlare in continuazione non significa comunicare.
-Non è quello che faccio. Io ti voglio conoscere! Non è quello che faccio, io non parlo in continuazione, che cavolo! Le persone devono poter condividere le cose, è tutta qui l’intimità. Mi fa imbestialire questa cosa che mi hai detto...
-Scusa, credi che l’argomento sia così interessante?
-Voglio leggere quel diario che scarabocchi in continuazione.. che scrivi se non hai nessun pensiero, nessuna passione... amore?


-Joel?
-Si? Mandarina?
-Io sono brutta?
-No!
-Quando ero piccola pensavo di si… non è possibile, l’ho detto e già piango! I grandi non capiscono quanto ci si può sentire soli da bambini… come se tu non contassi… io avevo otto anni e avevo dei giocattoli e delle bambole... la mia preferita era una bambola brutta che io chiamavo Clementine e la sgridavo in continuazione “non devi essere brutta!” “sii bella!!” che assurdità… come se potendo trasformare lei potessi per magia cambiare me stessa...
-Sei bella… sei bella...
-Joel…
-Sei bella…
-Non mi lasciare mai...


-Ciao…
-Ciao... io credevo che non ti saresti più fatto vedere, credevo che ti sentissi umiliato, sei scappato via come un ladro…
-Avevo voglia di vederti e... mi piacerebbe.. uscire insieme, fare qualcosa...
-Sei sposato?!!
-Non ancora..non sposato, no.
-Senti bello chiariamo le cose subito: io richiedo molto impegno perciò non ho nessuna voglia di fare lo slalom intorno al tuo matrimonio o qualsiasi altra cosa del genere. Se ti va di stare con me... stai con me.
-Ok…
-Troppi uomini pensano che io sia un’idea o che possa completarli, che possa riuscire a ridargli la vita, io sono solo una ragazza incasinata che cerca la sua pace mentale, non farmi carico della tua.
-Questo discorso me lo ricordo molto bene…
-Ti avevo inquadrato eh?
-Avevi inquadrato il genere umano…
-E’ possibile…
-E pensavo comunque che mi avresti salvato la vita... anche dopo…
-Lo so..
-Forse sarebbe diverso se potessimo provarci un’altra volta…
-Ricordati di me… fa' del tuo meglio. Forse possiamo…


Il giorno che ci siamo conosciuti… tu stavi vicino alla riva… riuscivo appena a vederti in lontananza, mi ricordo che ero già attratto da te.. e pensavo “che strano... sono attratto da una schiena”. Portavi quella felpa arancione che poi avrei conosciuto così bene... e anche odiato. Però quel giorno pensavo “fooorte, una felpa arancione!”
-Ehi ciao…
-Ciao…
-Ti ho visto, sai, seduto qua giù, per conto tuo e ho pensato "grazie a dio una persona normale che non sa interagire in queste situazioni!"
-Si… io.. non so mai che cosa dire…
-Io sono Clementine! Mi potresti prestare un pezzetto di pollo?
E poi te lo sei preso senza aspettare la risposta.. c’era molta intimità... come se stessimo già insieme…






-Io devo andare… perderò il passaggio in macchina...
-E allora vattene…
E me ne andai… pensai che forse eri matta, ma eri eccitante...
-Avrei voluto che fossi rimasto..
-E io avrei voluto averlo fatto, ora vorrei essere rimasto, vorrei aver fatto molte cose.. vorrei.. vorrei essere rimasto davvero…
-Tornai subito di sotto ma non c’eri…
-Ero uscito, me n’ero andato via…
-Perché?
-Non lo so, ero come un bambino spaventato, era una cosa più grande di me non lo so...
-Avevi paura?
-Si... pensavo che l’avessi capito, tornai di corsa al falò cercando di sfuggire alla mia umiliazione, credo…
-Fu per qualcosa che avevo detto?
-Si… avevi detto “allora vattene!” con un tale disprezzo che...
-Ah.. scusa…
-Non fa niente…
-Joel… ma se tu rimanessi stavolta?
-Se ne sono andati via tutti, nessun ricordo...
-Almeno torna indietro e inventati un addio… facciamo finta che ci sia stato…... Addio Joel...
-Ti amo…
-Ci vediamo a Montauk…

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